24 gennaio | Spazio Caverna
PETTER - Prigioniero politico

PETTER - prigioniero politico
una produzione Centro di Produzione Culturale – SHIP
in collaborazione con l’Istituto Storico Parri
con il patrocinio del Dipartimento delle Arti – Università degli Studi di Bologna e il patrocinio del Parco Nazionale dell’Asinara
Drammaturgia originale, regia e attuazione di Simone Azzu
una produzione Centro di Produzione Culturale – SHIP
in collaborazione con l’Istituto Storico Parri
con il patrocinio del Dipartimento delle Arti – Università degli Studi di Bologna e il patrocinio del Parco Nazionale dell’Asinara
Drammaturgia originale, regia e attuazione di Simone Azzu
Musiche e suoni di Martino Corrias
Montaggio video di Simone La Licata
Montaggio video di Simone La Licata
Fonica a cura di Stefano Daga
Grafiche di Marco Loi
Contributi video di Claudia Virdis, Stefania Porcheddu, Simone La Licata, Edoardo Pinna, Luigi Pirisi, Simone Azzu

Ph: Michele Alinovi
Grafiche di Marco Loi
Contributi video di Claudia Virdis, Stefania Porcheddu, Simone La Licata, Edoardo Pinna, Luigi Pirisi, Simone Azzu

Ph: Michele Alinovi
Personaggio centrale della resistenza norvegese, Petter Moen fu arrestato nel febbraio 1944 e imprigionato nel carcere di Oslo, sede della Gestapo. Qui, in cella, iniziò a comporre uno straziante diario incidendolo con una punta di metallo sulla carta igienica.
Scritte cinque pagine, le raccoglieva in un sesto foglio chiudendone le estremità̀ a formare un involto, che infilava poi nell’apertura della presa d’aria della cella. Moen scrisse così un migliaio di pagine: dagli appunti presi giorno dopo giorno, al buio, traspare l’autentica sofferenza nella vita di un prigioniero, tra paura, speranza, umiliazione e rimorso.
Il 6 settembre 1944 Petter Moen è condotto sulla nave tedesca Westfalen insieme ad altri prigionieri per essere deportato in Germania.
Scritte cinque pagine, le raccoglieva in un sesto foglio chiudendone le estremità̀ a formare un involto, che infilava poi nell’apertura della presa d’aria della cella. Moen scrisse così un migliaio di pagine: dagli appunti presi giorno dopo giorno, al buio, traspare l’autentica sofferenza nella vita di un prigioniero, tra paura, speranza, umiliazione e rimorso.
Il 6 settembre 1944 Petter Moen è condotto sulla nave tedesca Westfalen insieme ad altri prigionieri per essere deportato in Germania.
L’8 settembre, nello stretto di Kattegat, lo scafo della Westfalen colpisce due mine: anche a causa delle pessime condizioni del mare, la nave affonda rapidamente.
Fra i sopravvissuti vi è un deportato cui Moen aveva confidato di aver scritto il diario: grazie a lui, sotto il pavimento delle celle in cui Moen era stato rinchiuso la polizia norvegese troverà̀ intatti tutti i fogli. Trascritto faticosamente dopo la guerra, il diario venne pubblicato in Norvegia nel 1949 e poi tradotto in molte lingue.
In un concerto-performance, Azzu e Corrias si muovono nello spazio angusto della cella di Petter Moen. Nella sperimentazione musicale, in una combinazione fra il mondo sonico naturale, quello elettronico e le voci rotte della resistenza norvegese, ci si scontra con il dramma umano del pensiero incatenato e la necessità di agire e continuare a vivere in ogni circostanza.
In un concerto-performance, Azzu e Corrias si muovono nello spazio angusto della cella di Petter Moen. Nella sperimentazione musicale, in una combinazione fra il mondo sonico naturale, quello elettronico e le voci rotte della resistenza norvegese, ci si scontra con il dramma umano del pensiero incatenato e la necessità di agire e continuare a vivere in ogni circostanza.

Ph: Michele Alinovi
Alcune pagine del diario di Moen, valutate le circostanze in cui sono state scritte, sono stupefacenti per la cura e la pazienza di esprimere un vero e proprio pensiero. Non si tratta, infatti, dell’esposizione generica di necessità primarie, seppure presenti. Si ritrova, piuttosto, l’esigenza umana di dire le ultime parole, e dunque i propri pensieri, con piena coscienza, lucidità e chiara capacità critica.
Simone Azzu sceglie alcuni dei temi proposti da Moen, utili a raccontare la cornice storica norvegese e delle stampe clandestine e alcuni dei tratti distintivi del diario originale. La drammaturgia, scritta in prima persona, non risulta come un semplice monologo: la voce narrante è infatti in continuo dialogo con i suoni registrati, le musiche, le voci, le immagini.

Ph: Michele Alinovi
Martino Corrias è il compositore delle musiche e il sound designer.
La linea generale adottata per la performance, dal punto di vista artistico-musicale, è quella di fondere suoni elettronici, con una predilezione per ritmi e sonorità̀ della musica rave e della sua ricerca di micro-variazioni nella ripetizione, con suoni acustici presi e campionati in presa diretta, che siano brani musicali, canzoni o atmosfere.
I riferimenti alla musica rave riportano alla gravità del tema raccontato, l’oppressione della Westfalen e della cella, all’animo di Petter Moen costretto agli ultimi giorni di sopravvivenza. È un impulso del tutto originale, permettendo il dialogo fra un fatto storico e la musica contemporanea e sperimentale.
Si alternano momenti particolarmente dolci, come la canzone che Petter canta al pianoforte (scritta e composta da Azzu), in cella, alla moglie Bella, imprigionata al Grini a momenti crudi, da club, di voci tedesche rimodulate.
BIGLIETTERIA
Ingresso con tessera di Teatro caverna
(2€, valida fino ad agosto 2025)
Intero: 10€
Ridotto: 5€
(2€, valida fino ad agosto 2025)
Intero: 10€
Ridotto: 5€
Ridotto studenti: 3€
DOVEVia Tagliamento 7, Bergamo
(quartiere Grumello del Piano)
3891428833
e-mail: biglietteria@teatrocaverna.it