Teatro Caverna

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In repertorio

Una lepre con la faccia da bambina




UNA LEPRE 

CON LA FACCIA DA BAMBINA

A cinquant'anni dal Disastro di Seveso




Spettacolo-lettura dal libro Una lepre con la faccia da bambina di Laura Conti
Riscrittura di scena e regia Damiano Grasselli
Con gli attori del Collettivo Teatro Caverna
Scenografie Giorgio Sottocornola
Promozione Francesca Villa
Produzione Teatro Caverna




Adesso quando piove e non c'è nessuno di guardia, oppure quando c'è nebbia e non mi vede nessuno, vengo nell'orto di Sara e me ne sto seduto sui gradini. Non si sente nessun rumore, solo qualche voce lontana. Mi guardo le unghie: anche sulle mie unghie c'è come un'ombra nera.

Laura Corti






La storia

Marco e Sara hanno 12 anni: lui è figlio della borghesia brianzola, lei di migranti del Sud arrivati nelle fabbriche lombarde negli anni Settanta.

1976. Il Disastro di Seveso e il rilascio di diossina mettono a rischio la salute di tutti, soprattutto di bambini e nascituri. Il corpo della donna diventa terreno di scontro: l’aborto – al centro del dibattito fino alla legge del 1978 – anima una discussione tesa tra paure cattoliche, slogan femministi, clero e comitati di sinistra.

"Nasceranno bambine con la faccia di lepre?". Questa domanda si diffonde mentre i ragazzi si interrogano sul proprio corpo in piena pubertà. Il libro mostra le contraddizioni nel parlare di corporeità, specie femminile, evidenziando i limiti di una società che non sa spiegare la sessualità ai giovani. Un piccolo capolavoro da riscoprire, capace di svelare quel clima di ignoranza comune negli anni Settanta che, ancora oggi, condiziona la comunicazione con i minori.



Lo spettacolo

Leggere una storia dentro la Storia: la riduzione teatrale di “Una lepre con la faccia di bambina” di Laura Conti ci parla del nostro quotidiano. Sullo sfondo del dramma ambientale, la vitalità di due adolescenti ci guida alla scoperta di una pagina di storia recente e delle difficoltà relazionali del presente. Una vicenda intima dentro l’imponenza della Grande Storia, per raccontare il passato a chi può guardare al futuro in modo diverso.

In scena ci sono due banchi di scuola, simmetrici come la logica industriale che esige che tutto fili liscio. Ma in questo mondo perfetto le cose si inceppano: gli animali muoiono, le case si svuotano e arriva l’esercito. In un universo dove produrre è tutto e gli adulti ignorano le domande dei ragazzi, avere dubbi non è consentito.

Sotto i banchi, però, le voci corrono. I protagonisti scoprono la minaccia della diossina e il dibattito politico in corso sulla loro pelle. Davanti al silenzio dei genitori, sarà il Disastro a rivelarsi in tutta la sua forza, dimostrando che il corpo umano cambia, anche quando la società cerca di nasconderlo.