Teatro Caverna

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30 settembre | Caverna

La coda dell'occhio

Domenica 30 settembre, ore 21.00

Incontro/serata informale intorno ad alcuni racconti brevi di Raymond Carver e Eugenio Montale.

 Una definizione di racconto breve: Qualcosa intravisto con la coda dell’occhio.  

 In molte lingue è in uso l’espressione guardare con la coda dell’occhio.


La coda dell’occhio è depositaria di tanti attimi che cogliamo di sfuggita nel nostro quotidiano: a volte, come per caso, si imprimono dei dettagli nella nostra memoria, battute o gesti che inspiegabilmente resistono al tempo e permangono in noi come materia da sciogliere, chiarire, come se fossero l’inizio di una storia da scoprire.

 Ci sono cose che cogliamo appena e che solo il lavoro dell’arte riesce a rendere visibili.

 Carver, a proposito dell’atto della scrittura:

 

Prima c’è qualcosa di intravisto che poi viene dotato di vita, trasformato in qualcosa che illumina l’attimo e forse finirà con l’insediarsi indelebilmente nella coscienza del lettore.

 […]Se siamo fortunati, tanto come scrittori che come lettori, finiremo l’ultimo paio di righe di un racconto e resteremo poi seduti un minuto o due in silenzio. idealmente, ci metteremo a riflettere su quello che abbiamo appena scritto o letto; magari i nostri cuori e i nostri intelletti avranno fatto un passo o due in vanta rispetto a dove eravamo prima. La temperatura del nostro corpo sarà salita, o scesa, di un grado. Poi dopo aver ripreso a respirare normalmente, ci ricomporremo, tanto come scrittori che come lettori, ci alzeremo e, creature di sangue caldo e nervi”, come dice un personaggio di Cechov, passeremo alla nostra prossima occupazione: La Vita. Sempre la vita.

 

Se siamo fortunati come attori e come pubblico, i nostri corpi e le nostre coscienze possono intercettare attimi da condividere. L’attimo è il modo in cui il tempo imprime degli accenti nella nostra vita (in un attimo tutto è cambiato ) ma è anche l’origine di un processo di creazione. L’attimo rivela una nascita.