Teatro Caverna

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2810/2020 | Teatro Caverna

APERTI NEL TEATRO


Domenica 25 ottobre il governo ha emanato un decreto con cui vieta di svolgere qualsiasi attività di spettacolo, cinema, danza, teatro, musica in spazi chiusi o aperti.

Molte iniziative di protesta sono partite in questi giorni contro questo provvedimento: esprimiamo solidarietà ai colleghi tutti, in particolare a coloro che in questo momento vivono una situazione di difficoltà economica e sociale.

Crediamo fermamente che le modalità e le tempistiche adottate per la chiusura dei servizi culturali siano state sbagliate. Si poteva aprire un dialogo differente con i lavoratori: ci sono stati lunghi mesi incerti in cui si potevano prospettare soluzioni differenti. Non è stato fatto e ne prendiamo atto.

Si sono applicate clamorose differenze di trattamento, specie con gli eventi sportivi professionistici. Ne prendiamo atto.

Ci è stato chiesto di preparare spazi e strumenti, con ingenti costi, per poter riaprire le sale culturali nel rispetto della sicurezza reciproca. Lo abbiamo fatto diligentemente e non siamo stati nemmeno interpellati prima della subitanea chiusura. Ne prendiamo atto.

Prendiamo altresì atto della necessità, in questo momento, di salvaguardare TUTTI i più deboli. Questo significa, anche, attuare un gesto di responsabilità civica di fronte alle sofferenze di tanti, come ben sappiamo nella provincia di Bergamo, particolarmente colpita dall'emergenza sanitaria.

Abbiamo dunque deciso di non scendere in piazza o organizzare spettacoli nelle prossime settimane, ma di attuare un’iniziativa solidale col nostro quartiere in primis e con chi ne avrà bisogno in un secondo momento. Un’iniziativa che unisca l’indispensabile col pensabile, la pancia e lo spirito.

A partire dal 30 ottobre, ogni venerdì dalle 14 alle 15, fino ad esaurimento, distribuiremo un pacco alimentare del valore di circa 10 euro alle famiglie segnalateci dalla Rete di Quartiere. I primi 15 pacchi saranno da noi offerti gratuitamente grazie al supporto di un nostro socio, ed esclusivamente riservati al quartiere di Grumello al Piano.

Alla consegna del pacco, la persona che lo ritirerà otterrà una poesia, letta per lei ad alta voce nel parco antistante il nostro teatro. La lettura avrà durata massima di un minuto e sarà anche stampata su un foglio, inserito nel pacco: sarà quindi “distribuita” alla famiglia beneficiaria. Questa iniziativa è stata da noi ideata, col nome di Juke-Box poetico, due anni fa. Riteniamo questo il momento giusto per metterla in atto.

Il pacco conterrà anche la cartolina con la presentazione, ormai inutile, degli eventi sospesi a causa del decreto governativo.

Ogni oggetto contenuto nel pacco sarà sanificato a norma di legge così come, durante la consegna, saranno rispettati i protocolli sanitari previsti.

Siamo una realtà artistica che vive in un quartiere di periferia. Ci occupiamo di arte. Viviamo con le persone. Crediamo che il modo migliore per far sentire la nostra voce in questo momento sia dire chiaro e tondo che qualcosa ci preme: la cultura è un valore. Per citare don Lorenzo Milani: I care. Ma questo concetto deve passare da una condivisione con le persone, non protestando da soli con noi stessi.

Vogliamo dare, per come possiamo, un segno tangibile alle persone: I care significa per noi che l’arte e le persone ci stanno a cuore, ci importano. E non ci arrendiamo, chiudendo il teatro come edificio spoglio e disadorno. Ma non crediamo, allo stesso tempo, che creando altro disordine si possa uscire da questa situazione.

Nel pieno rispetto e nella comprensione dei colleghi che decideranno altre forme di protesta, noi scegliamo di non chiuderci nel teatro, ma di aprirci in un segnale di condivisione. Non siamo contro i colleghi, ci tocca profondamente il grido di sofferenza di ognuno: siamo per un segnale che coinvolga tutti.

I primi 15 pacchi alimentari li pagheremo di tasca nostra. Se, in un secondo momento, qualcuno vorrà sostenerci, potrà contattarci per portare avanti l’iniziativa fino a Natale 2020, magari anche oltre il nostro quartiere. Per ora il nostro è un segnale, che vogliamo sia molto chiaro: siamo aperti, siamo vivi.

Teatro Caverna